Museo Archeologico di Argostoli

Museo Archeologico di Argostoli


Per gli amanti di archeologia e storia dell’arte antica, una visita al Museo Archeologico di Argostoli è quasi d’obbligo. Data la distruzione di buona parte dei villaggi di Cefalonia per via del violento terremoto del 1953, è quasi impossibile conoscere il passato dell’isola muovendosi a spasso per il suo territorio, per cui buona parte dei reperti storici sono stati portati in questo edificio, dando così la possibilità ai suoi visitatori di conoscere la storia del luogo. Il museo è infatti stato fondato nel 1957 proprio per questo motivo, e poi rinnovato alla fine degli anni Novanta per accogliere al meglio i numerosi turisti che ogni estate affollano l’isola.

All’interno delle tre sale dell’edificio è possibile ammirare reperti archeologici che vanno dal Paleolitico fino all’età Romana, coprendo così tutto il periodo della storia antica di Cefalonia. Si tratta di resti provenienti dagli scavi di tutto il territorio dell’isola: Fiskardo, l’antica Sami, Poros, Skala, le tombe micenee di Mazarakata e Metaxata, la grotta di Diacata e molti altri siti ancora. Entrando nel museo potete subito ammirare, nella prima sala, una serie di utensili provenienti dagli insediamenti paleolitici di Cefalonia e di reperti appartenenti al periodo Neolotico di Poros (tra cui uno splendido vaso datato al 4500 a.C.). La seconda sala conserva invece oggetti appartenenti al periodo Miceneo, tra cui tantissimi reperti provenienti dalle tombe: vasi, coppe, statuette, sigilli, oggetti in rame e molto altro ancora. Infine, la terza ed ultima sala, dove sono esposti meravigliosi vasi che risalgono all’epoca Classica ed Ellenica.

Sono tantissimi gli oggetti che fanno parte della collezione del Museo Archeologico di Argostoli, praticamente l’unico sull’isola, per cui vi consigliamo vivamente di visitarlo per scoprire il bellissimo passato di Cefalonia. Il costo del biglietto è davvero ridicolo e l’edificio è visitabile dal martedì alla domenica, dal mattino fino al pomeriggio. Potete concedervi una visita al capoluogo e poi fermarvi a curiosare tra i reperti storici che raccontano il passato di un’isola devastata dal terremoto, che è però riuscita a conservare e valorizzare la sua storia.